No, niente accuse al motore di ricerca, almeno stavolta.
La notizia, piuttosto curiosa, è che, stando a quanto riportato da Google Blogoscoped (il 4 e l’11 novembre), un uomo è stato incriminato dell'[tag]omicidio[/tag] della propria moglie in base alle ricerche che avrebbe effettuato su [tag]Google[/tag].
A quanto pare (la notizia completa su Wral.com) gli investigatori sarebbero riusciti a risalire alle ricerche effettuate dall’uomo sul proprio computer, che costituirebbero quindi delle [tag]prove[/tag] (non le uniche, sia chiaro) della sua colpevolezza.
In particolare, gli inquirenti avrebbero scovato alcune ricerche effettuate con keyword legate al luogo e alle modalità dell’omicidio.
[tag]tribunale[/tag]