Google introduce le cartelle pubbliche per Google Apps

Questa mattina, in treno, stavo spulciando come al solito il mio feed reader, per leggere le ultime novità pubblicate sui blog che seguo.

Mi è balzato subito all’occhio il titolo di un post pubblicato sul blog ufficiale di Google Docs: Shared folders and more in Google Docs. Ho voluto leggere subito il post, per verificare che si trattasse proprio di quello che un po’ tutti chiedevano da tempo: le cartelle pubbliche per condividere agevolmente i documenti tra colleghi/collaboratori/utenti di un dominio con Google Apps, proprio come succede da tempo con le cartelle pubbliche con Microsoft Exchange e Outlook. E, con un po’ di sorpresa, la risposta è: sì, finalmente ci sono le cartelle pubbliche in Google Apps!

Google Docs Shared Folders
Google Docs Shared Folders

In occasione dell’introduzione di altre funzionalità mi sono soffermato sugli aspetti tecnici, del tipo “come fare a condividere i documenti nelle cartelle pubbliche con Google Apps”, ma stavolta approfitterei per qualche considerazione. Se poi dovessi notare un aumento delle visite in ingresso per le chiavi associate a “cartelle condivise” e dintorni, potrei pensare ad integrare questo post.

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Wordle e le elezioni provinciali

Wordle permette di generare delle “nuvole di parole” (word clouds) a partire da un testo.
Non è complicato: basta inserire il testo o l’indirizzo della pagina web e il sito in pochi secondi fornirà il risultato, un’immagine in cui le parole più ricorrenti appaiono di dimensioni maggiori rispetto alle parole meno frequenti nel testo.

Un esempio reale? Si sono svolte sabato e domenica le elezioni per rinnovare i rappresentanti al Parlamento Europeo, ma in Italia si è votato in molti comuni anche per eleggere sindaci e presidenti di provincia. Prendiamo, dai rispettivi siti, i programmi elettorali del presidente uscente (Felissari, centro-sinistra) e del presidente neo-eletto nella provincia di Lodi (Foroni, centro-destra). Li diamo “in pasto” a Wordle, e il gioco è fatto. Il risultato è qui sotto.

Sembrano simili? Sì, l’ho notato, ma non è un problema di Wordle.

felissari

foroni

Diapositive 2.0

Secondo quanto riportato dai media on e offline ad inizio anno (si veda ad esempio Repubblica.it), una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen proverebbe che l’anno appena iniziato dovrebbe passare alla storia per il sorpasso di Internet sulla televisione: il 54% degli italiani preferisce navigare sul web anziché guardare i programmi tv e i ricercatori hanno “scoperto” che la maggior parte di loro naviga in rete durante la prima serata.

In realtà la ricerca non presenta questi dati, tant’è che sul sito dell’Osservatorio Multicanalità sono state riportate alcune precisazioni metodologiche: come succede spesso, i titoloni sensazionalistici vanno un po’ ridimensionati. Come si legge, la ricerca “Osservatorio Multicanalità 2007” si è posta l’obiettivo di misurare e analizzare la cosiddetta multicanalità nei processi d’acquisto e lo sbandierato 54% degli italiani presi in esame è quello più propenso alla multicanalità, ovvero utilizza più canali nel processo di acquisto, più fonti informative e sovrappone più media (tv, stampa, radio e Internet).
Lascio a giornalisti, sondaggisti, sociologi, produttori televisivi, responsabili dei palinsesti e media agency le dovute considerazioni sull’opportunità di rivedere le proprie convinzioni sulla presunta centralità del mezzo televisivo e mi limito a riportare un piccolo aneddoto personale, in tema con i titoli esagerati più che con la ricerca vera e propria.

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