Google Friend Connect e Facebook Connect

A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, sono stati presentati al mondo due programmi in qualche misura concorrenti tra loro, provenienti da due big player del web: da una parte, Google Friend Connect (che era comparso in versione beta privata a maggio); dall’altra, Facebook Connect (annunciato a fine luglio). Non si tratta propriamente di novità rivoluzionarie, visto che già Yahoo! acquisì MyBlogLog nel gennaio 2007.

Il funzionamento di questi programmi è piuttosto simile: i proprietari di siti possono includere poche righe di codice per aggiungere funzionalità di social networking per i navigatori abituali ed affezionati. In altri termini, ogni sito può offrire ai navigatori qualche servizio di condivisione e creare piccole o grandi community, per condividere e commentare contenuti ed opinioni: il tutto grazie alla portabilità dei dati degli utenti tra siti e social network offerta proprio da questi servizi.

Ho provato ad aggiungere a questo blog il members gadget di Google Friend Connect: il processo è stato praticamente immediato e – apparentemente – non ha creato alcun problema.

Il tutto, per ora, rimane del tutto gratis. A quando i primi annunci pubblicitari in questi gadget?

Diapositive 2.0

Secondo quanto riportato dai media on e offline ad inizio anno (si veda ad esempio Repubblica.it), una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen proverebbe che l’anno appena iniziato dovrebbe passare alla storia per il sorpasso di Internet sulla televisione: il 54% degli italiani preferisce navigare sul web anziché guardare i programmi tv e i ricercatori hanno “scoperto” che la maggior parte di loro naviga in rete durante la prima serata.

In realtà la ricerca non presenta questi dati, tant’è che sul sito dell’Osservatorio Multicanalità sono state riportate alcune precisazioni metodologiche: come succede spesso, i titoloni sensazionalistici vanno un po’ ridimensionati. Come si legge, la ricerca “Osservatorio Multicanalità 2007” si è posta l’obiettivo di misurare e analizzare la cosiddetta multicanalità nei processi d’acquisto e lo sbandierato 54% degli italiani presi in esame è quello più propenso alla multicanalità, ovvero utilizza più canali nel processo di acquisto, più fonti informative e sovrappone più media (tv, stampa, radio e Internet).
Lascio a giornalisti, sondaggisti, sociologi, produttori televisivi, responsabili dei palinsesti e media agency le dovute considerazioni sull’opportunità di rivedere le proprie convinzioni sulla presunta centralità del mezzo televisivo e mi limito a riportare un piccolo aneddoto personale, in tema con i titoli esagerati più che con la ricerca vera e propria.

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