Google Analytics Individual Qualfication (IQ): ci sono anch’io!

Sono proprio soddisfatto: ho conseguito la certificazione individuale di Google Analytics, altresì conosciuta come Google Analytics Individual Qualification (IQ).

Ne avevo scritto su questo blog circa un mese e mezzo fa, in occasione della presentazione di questo nuovo programma di certificazione: si tratta di una nuova qualifica, che non va confusa con quella di Google Analytics Authorized Consultant (GAAC), riservata alle aziende; è pensata per i singoli che vogliono in qualche modo dimostrare la propria competenza su Google Analytics.

Ebbene: per i prossimi 18 mesi, a partire da oggi, posso farmi vanto (perdonatemi, ma sono proprio contento) di avere il certificato numero 677, conseguito con un punteggio di 94% (la soglia necessaria per superare il test è del 75%).

Spulciando i blog italiani, ho visto che hanno già superato il test anche Marco Cilia (non avevo dubbi: è per molti, me compreso, il riferimento italiano più autorevole su Google Analytics e dintorni), Simone “Weppos” Carletti (i cui consigli per superare il test sono stati davvero utili), Marco ZieroEnrico Pavan, Alessandro MartinTommaso Galli. Insomma: mi trovo davvero in ottima compagnia!

Google Analytics Individual Qualification (IQ) - Mauro Ginelli
Google Analytics Individual Qualification (IQ) - Mauro Ginelli
Google Analytics Individual Qualification - risultato (94%)
Google Analytics Individual Qualification - risultato (94%)

ParmaWorkcamp, 20-21 marzo

parmaworkcamp

Il ParmaWorkCamp sarà un barcamp dedicato ai rapporti fra il mondo del lavoro e il web. Idealmente si vorrebbero coinvolgere il maggior numero di attori: le aziende e le istituzioni che offrono lavoro tramite il web e che lo utilizzano come strumento di recruiting, chi cerca lavoro tramite web, chi usa il web come strumento di lavoro quotidiano e chi il lavoro grazie al web l’ha già trovato.

Io ci sarò (e ci saranno anche gli altri ragazzi di Epicentro): ci vediamo a Parma?

Diapositive 2.0

Secondo quanto riportato dai media on e offline ad inizio anno (si veda ad esempio Repubblica.it), una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen proverebbe che l’anno appena iniziato dovrebbe passare alla storia per il sorpasso di Internet sulla televisione: il 54% degli italiani preferisce navigare sul web anziché guardare i programmi tv e i ricercatori hanno “scoperto” che la maggior parte di loro naviga in rete durante la prima serata.

In realtà la ricerca non presenta questi dati, tant’è che sul sito dell’Osservatorio Multicanalità sono state riportate alcune precisazioni metodologiche: come succede spesso, i titoloni sensazionalistici vanno un po’ ridimensionati. Come si legge, la ricerca “Osservatorio Multicanalità 2007” si è posta l’obiettivo di misurare e analizzare la cosiddetta multicanalità nei processi d’acquisto e lo sbandierato 54% degli italiani presi in esame è quello più propenso alla multicanalità, ovvero utilizza più canali nel processo di acquisto, più fonti informative e sovrappone più media (tv, stampa, radio e Internet).
Lascio a giornalisti, sondaggisti, sociologi, produttori televisivi, responsabili dei palinsesti e media agency le dovute considerazioni sull’opportunità di rivedere le proprie convinzioni sulla presunta centralità del mezzo televisivo e mi limito a riportare un piccolo aneddoto personale, in tema con i titoli esagerati più che con la ricerca vera e propria.

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Migrazione a Google Apps for your domain senza difficoltà

Anno nuovo, servizio di posta elettronica (ma non solo) nuovo: ho aderito al programma Google Apps for your domain (standard) per questo dominio (ginelli.it).

Ero stufo della piattaforma precedente, poco performante e con un filtro antispam poco anti e molto spam. E mi trovo molto bene con la posta di Gmail: uso con soddisfazione le label, i filtri, la ricerca, la versione per cellulari. Idem per il calendario (online e mobile) di Google Calendar. Il passaggio, quindi, è stato inevitabile, una volta dipanati i dubbi grazie ai consigli del Piccolo Imprenditore che ha già effettuato il trasloco per sé e per altri clienti.

Ecco quindi un breve riassunto dei pochi passi che hanno consentito anche a me, praticamente a digiuno di qualsiasi esperienza tecnica in materia, di configurare e utilizzare i servizi di Google Apps.
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Trenta

Càpita, talvolta, di soffermarsi a pensare a se stessi: il presente, il passato, le aspettative sul futuro. I capodanni, ad esempio, con la solita lista di impegni per il futuro, da rispettare nei mesi successivi: focalizzare un obiettivo, elaborare una strategia per raggiungerlo e poi… disattenderlo dopo l’Epifania, per riprovarci al capodanno successivo.

Poi ci sono i compleanni: tempo di bilanci, ricordi che affiorano e desideri da realizzare nei successivi dodici mesi.
Una volta ogni dieci anni tocca anche prendere coscienza del cambio del numero che sta davanti, quello che indica le decine. Non è solo il problema di comprare la candela nuova, no. Si tratta di cambiare “club”, una specie di salto generazionale nel giro di una notte: nel mio caso, dai ventenni ai trentenni. Come dire, dai giovani agli adulti.

Un bel cambiamento traumatico (almeno, per me). Ne percepisco il profumo di nuovi progetti, gioie e soddisfazioni personali e lavorative, ma avverto la presenza di ostacoli, problemi piccoli e grandi dietro l’angolo.

Per fortuna, già dalle prime ore del mattino ho ricevuto gli auguri da parte di tante persone. Fa piacere accorgersi di avere accanto così tante persone che si ricordano di te.
Fa piacere svegliarsi e vedere il sorriso di tua moglie, come fa piacere la telefonata mattutina della mamma. Ma, non di meno, è piacevole lasciarsi andare un po’ di tempo a rispondere ad SMS ed e-mail di parenti ed amici vicini e lontani.

Con tutte queste manifestazioni d’affetto, non si ha nemmeno il tempo di star lì troppo a perdersi in pensieri e congetture. Niente bilanci sui primi trent’anni: suona troppo di contabilità. Niente progetti per il futuro: al di là del fatto che saranno disattesi, non c’è mica da presentare un business plan.

Forza, un bel respiro profondo e via, col trenta davanti!

Conto alla rovescia

Confesso di aver posticipato l’apparizione di questo post, grazie alla funzionalità offerta da WordPress di posticipare data e ora di pubblicazione. Ma non volevo dimenticarmi che oggi mancano esattamente 100 giorni al giro di boa dei 30.
Vorrei esternare qualche sensazione, ma dovrei prima mettere ordine ai tanti pensieri.

Facciamo che magari mi prendo un centinaio di giorni per organizzarli…

Restyling e PageRank 5

Era da un po’ di tempo che mi ripromettevo di sistemare un poco il layout del sito: innanzitutto per cambiare il (seppur piacevole) template standard di WordPress su questo blog; in secondo luogo, per non avere due layout distinti e disarmonici tra homepage e blog stesso.

Ho approfittato dell’aggiornamento del PageRank “visibile” da parte di Google (sì, perché il calcolo del PageRank “reale” è continuo, mentre quello che appare sulla Google Toolbar è solo un valore indicativo, aggiornato ad intervalli più o meno regolari, stimabili attorno ai tre mesi) per darmi un poco da fare e rinnovare l’aspetto grafico di questo mio spazio online: non volevo farmi cogliere impreparato nel momento in cui la barretta verde inizia a far capolino attorno a quota cinque (PageRank 5 o PR5).
Al di là delle autocelebrazioni, approfitto per segnalare un bell’intervento di uno degli ingegneri di Google più famosi, Matt Cutts, che sul suo blog pochi giorni orsono ha fornito una serie di delucidazioni proprio sul calcolo del PageRank, in cui tra le altre informazioni viene fornita una esaustiva spiegazione a tutti coloro che nelle ultime settimane non riuscivano a raccapezzarsi delle continue variazioni del PageRank mostrato dalla Toolbar: i vari data center di Google stanno gradualmente passando alla nuova infrastruttura.

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Usabilità

Stamattina, ore 8.35. Fuori fa freddo. Anche in casa fa freddo. Soprattutto perché la caldaia è in blocco. Urge chiamare il servizio di assistenza.

Voce femminile (Vf): “Buongiorno, assistenza tecnica marca-caldaia-che-ha-il-Gine”
Gine (G): “Buongiorno, stamattina mi sono alzato con la caldaia in blocco per la pressione bassa, ma anche aprendo il rubinetto per caricare acqua, la pressione non sale e sembra proprio che non entri acqua nell’impianto.”
Vf: “Lei quale rubinetto ha aperto?”
G: “Quello nero, come indicato nel libretto di istruzioni.”
Vf: “In questo momento si trova vicino alla caldaia?”
G: “Sì.”
Vf: “Si avvicini e abbassi la testa”
Detto così, sembra che stia per chiedermi di implorare perdono alla caldaia; comunque capisco benissimo di dover guardare sotto: “Ok”. Urca! C’è un altro rubinetto identico nella forma e nel colore, ma non nelle dimensioni. Ho già capito:
“Mi lasci indovinare. Dovevo aprire questo rubinetto nascosto, non quello in bella evidenza”.
Vf: “Sì, infatti. È un errore che fanno tutti, càpita. Quello che vede è il parzializzatore, per gestire i flussi bla bla bla”.
G: “Va beh, grazie. Già la pressione sta tornando a livelli normali e l’acqua inizia a scaldarsi. Grazie, buona giornata.”

Caro signor progettista di caldaie: ma perché hai pensato di mettere in evidenza il rubinetto che serve agli installatori (che dovrebbero usarlo insomma non più di una volta all’anno) e nascondere quello che serve all’utente finale (che è a contatto con la caldaia per 365 giorni all’anno)? E perché sul libretto di istruzioni c’è l’immagine del rubinetto, ma non si dice di non confonderlo con il rubinetto – identico – ben in vista?

Vorrà dire che quando cambierò la caldaia, oltre ai consumi e alla silenziosità, starò attento alla sua usabilità.

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Il buongiorno si vede dal mattino

Non c’è male come inizio. Ho scelto proprio il giorno giusto per iniziare questo blog.
Ho letto ieri sera su Repubblica che il 24 gennaio sarebbe il giorno peggiore del 2005.

E dire che mi sentivo fortunato per essere nato lo stesso giorno in cui sono nati personaggi famosi del calibro dell’imperatore romano Adriano, John Belushi o Michelle Hunzicher.

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