Windows Live

In attesa del rilascio ufficiale di Google Base, tutti gli occhi sono puntati su Windows Live, l’ultima soluzione presentata da Microsoft.
In poche parole, si tratta di una pagina web personale che riprende quanto proposto con Start.com e che può contenere una serie di servizi utili scelti secondo le proprie esigenze, accessibile sempre ed ovunque, anche da dispositivi mobili, a patto di disporre di un collegamento ad Internet.
Non si tratta di un progetto originale, visto che possiamo considerare Windows Live la risposta di Mircosoft agli analoghi servizi di personalizzazione già offerti da Yahoo! e da Google.
Aspettiamo intanto il rilascio di Office Live, annunciato contestualmente al lancio di Windows Live, la cui offerta sarà rivolta alle piccole aziende, probabilmente nel primo trimestre del 2006, in tre versioni differenti, per offrire una gamma di servizi che spazieranno dalla possibilità di avere un sito web, allo scambio e condivisione di documenti.

Piccola nota: Windows Live non funziona correttamente (non è compatibile) con Firefox. Beh, un po’ me lo sarei aspettato… 🙂

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AMASS (AJAX MAssive Storage System)

Ok, di applicazioni per il Web 2.0 ne abbiamo viste già molte.
Tutte presentano però una limitazione: come fare ad utilizzarle in assenza di connessione?
D’accordo, i guru ci vedono tutti connessi 24 ore su 24.
Ma se proprio dovessimo (orrore!) rimanere senza connessione?
Una soluzione potrebbe essere AMASS:

The AJAX MAssive Storage System (AMASS) uses a hidden flash applet to allow JavaScript AJAX applications to store an arbitrary amount of sophisticated information on the client side. This information is permanent and persistent; if a user closes their browser or navigates away from the web site, the information is still present and can be retrieved later by the web page. Information stored by web pages is private and locked to a single domain, so other web sites can not access this information.

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Placeopedia.com e il Web 2.0

Si legge sempre più spesso, un po’ ovunque e magari anche un po’ a sproposito, di questo Web 2.0.
Se vi fosse sfuggito, vi invito a leggere attentamente il lungo articolo di Tim O’Reilly, What Is Web 2.0.
Tra le tante interessanti considerazioni, O’Reilly teorizza la nascita e lo sviluppo, nel prossimo futuro, di servizi che integreranno altri servizi già esistenti:

We believe that Web 2.0 will provide opportunities for companies to beat the competition by getting better at harnessing and integrating services provided by others.

A questo proposito, segnalo (via Search Engine Watch) quello che mi sembra un perfetto esempio di mashup in puro stile Web 2.0: Placeopedia.com.
Placeopedia integra due realtà anch’esse Web 2.0: da una parte, le mappe satellitari di Google Maps; dall’altra, le voci presenti sull’enciclopedia libera Wikipedia.

Google Reader

Ho provato Google Reader, il lettore di feed RSS via web, presentato venerdì scorso a San Francisco, in occasione della Web 2.0 conference.
Prime impressioni:

  • Pro:
    • tecnologia AJAX per l’interfaccia, piuttosto intuitiva (salvo eccezioni, vedi oltre) e veloce
    • funzionalità già viste per Gmail, come la possibilità di marcare con label (etichette) e star (stelle) i post dei vari blog
    • facilità di importazione/esportazione dell’elenco dei blog con file OPML
  • Contro:
    • i post vengono ordinati cronologicamente, mentre il raggruppamento per blog (per autore) è poco intuitivo: mi aspettavo di trovare il comando nel menu a sinistra, mentre occorre cliccare il titolo del blog che appare sopra alla colonna centrale con i contenuti
    • mi aspettavo un motore di ricerca interno, come per Gmail