Open Handset Alliance, Android SDK e Android Developer Challenge

Mi risveglio dal letargo bloggistico perché mi sembra che questa volta la notizia sia troppo grossa per non riprenderla anche in questa landa sperduta della blogosfera italica: Google ha svelato i progetti per i prossimi mesi nel mondo della telefonia cellulare.

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Dieci servizi Google per i cellulari… e anche di più

In attesa di scoprire le prossime mosse di Google nel settore dei cellulari (si parla da tempo dell’arrivo di un Google Phone, tra smentite e voci di corridoio che si rincorrono), ho pensato di iniziare a raggruppare in questo post i servizi disponibili per l’uso dai dispositivi mobili.La lista dei servizi si è pian piano arricchita nel tempo ed è facilmente prevedibile che potrà allungarsi nel prossimo futuro. Converrà allora memorizzare tra i bookmark del browser del proprio cellulare l’indirizzo http://www.google.com/m/products, così da avere sempre a portata di mano i link per rimanere sempre connessi.

In attesa di scoprire le prossime mosse di Google nel settore dei cellulari (si parla da tempo dell’arrivo di un Google Phone, tra smentite e voci di corridoio che si rincorrono), ho pensato di iniziare a raggruppare in questo post i servizi disponibili per l’uso dai dispositivi mobili.La lista dei servizi si è pian piano arricchita nel tempo ed è facilmente prevedibile che potrà allungarsi nel prossimo futuro. Converrà allora memorizzare tra i bookmark del browser del proprio cellulare l’indirizzo http://www.google.com/m/products, così da avere sempre a portata di mano i link per rimanere sempre connessi.

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I motori di ricerca del futuro sono tra noi

Con la recente presentazione di Ask3D possiamo dire che tutti i quattro “big” della ricerca hanno intrapreso la strada del rinnovamento, per mostrare ai navigatori risultati sempre più personalizzati e ricchi di contenuti aggiuntivi, quali immagini, video, notizie, mappe, user generated content ecc. Propongo una breve carrellata, rigorosamente in ordine alfabetico, per chi si fosse perso qualche novità negli ultimi tempi.

Con la recente presentazione di Ask3D possiamo dire che tutti i quattro “big” della ricerca hanno intrapreso la strada del rinnovamento, per mostrare ai navigatori risultati sempre più personalizzati e ricchi di contenuti aggiuntivi, quali immagini, video, notizie, mappe, user generated content ecc. Propongo una breve carrellata, rigorosamente in ordine alfabetico, per chi si fosse perso qualche novità negli ultimi tempi.
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Google Gears

Forse se ne sarà accorto chi usa Google Reader come aggregatore di feed RSS: in alto a destra, nel menu, è apparsa la voce “Offline”, come nell’immagine seguente:

google reader offline

Di che cosa si tratta? Basta un clic per scoprirlo: Google ha introdotto Google Gears, un’estensione per i browser (attualmente, per Firefox e Internet Exlporer) che consente di utilizzare applicazioni web anche quando si è offline: un tassello molto importante, che mira a risolvere il problema principale delle applicazioni web, ovvero la loro impossibilità di utilizzo in assenza di connessione. Varie soluzioni sono state presentate nel tempo (AMASS, ad esempio), ma è indubbio che ogni nuova soluzione targata Google è destinata a far parlare a lungo di sé.

Google Gears è stato rilasciato in versione beta (poteva essere altrimenti?) con licenza open source. Sono già disponibili anche delle API per gli sviluppatori che volessero provare ad impiegare Google Gears nelle proprie applicazioni web; per i più curiosi, è già pronto pure un tutorial.

Messaggio di installazione di Google GearsPer vederlo all’opera, intanto, si può provare a cliccare sul link “offline” in Google Reader: apparirà un riquadro in cui si richiede l’autorizzazione ad installare l’estensione per il browser (meno di 200 Kb), così da poter poi accedere, quando si è offline, al contenuto dei 2000 post più recenti presenti nel proprio feed reader.

Google Reader è quindi la prima applicazione a mostrare l’impiego di questo plugin, ma ci si può aspettare che, in tempi brevi, Google Gears potrebbe fare la sua comparsa anche su Google Mail o su Google Docs & Spreadsheets. Insomma, un altro attacco a Microsoft Office o un modo per andare incontro agli sviluppatori di applicazioni per dispositivi mobili?

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Grafici con Google Spreadsheets e il concorrente di PowerPoint

Due ghiotte novità per gli utenti di Google Docs: una attesa nuova funzionalità e la conferma dei rumors dei mesi scorsi.

La nuova funzionalità, tanto attesa dagli utenti, riguarda la possibilità di creare grafici con Google Spreadsheets: è sufficiente selezionare i dati nel foglio di calcolo, premere il pulsante nella barra degli strumenti e seguire i pochi passi successivi per generare il grafico.

Ci sarebbe poi un’altra piccola novità in Google Spreadsheets, che consiste nella possibilità di assegnare un nome ad intervalli di celle. Ma l’attenzione di chi segue l’evoluzione di Google Docs è stata sicuramente attirata da un post sul blog ufficiale di Google:

We’ll soon be welcoming a new addition to the Google Docs & Spreadsheets family: presentations.

Insomma: entro l’estate dovrebbe arrivare il concorrente “web 2.0” di Microsoft PowerPoint, che verrà sviluppato anche grazie alle competenze che Google si è portato a casa con la recente acquisizione della società Tonic Systems.

I rumors non erano infondati, quindi; di certo non ci voleva Nostradamus per immaginare una mossa di Google in questa direzione. Rimane solo un mistero: come si chiamerà il prodotto? Sarà davvero Google Presentations? O Google Slides? O altro ancora?

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Sitemap.xml e robots.txt

È di pochi giorni fa l’annuncio a blog unificati con cui i quattro principali motori di ricerca mondiali (Google, Yahoo!, Microsoft Live Search e Ask.com) si sono accordati per introdurre un nuovo sistema, semplice e standardizzato, per segnalare ai loro spider l’esistenza delle sitemap sui nostri siti senza dover per forza ricorrere a segnalazioni “manuali” a ciascun motore di ricerca; sarà sufficiente aggiungere una riga al file robots.txt, con questa sintassi:

Sitemap: http://www.miosito.ext/sitemap.xml

dove www.miosito.ext andrà ovviamente sostituito col nostro dominio.
Nell’arco di circa un anno e mezzo, quindi, quello che nacque come servizio di Google, il protocollo Sitemap (vedi Google Sitemaps), diventa una sorta di standard per favorire una più profonda e completa indicizzazione (crawling) da parte degli spider dei motori di ricerca.

Il Protocollo Sitemap consente infatti di indicare ai motori di ricerca gli URL dei siti web disponibili per la scansione, grazie ad un semplice file XML, in cui è possibile includere ulteriori informazioni su ogni URL (data dell’ultimo aggiornamento, frequenza delle modifiche, importanza in relazione ad altri URL del sito) in modo che i motori di ricerca possano eseguire la scansione del sito in modo intelligente. Attenzione, però: aggiungere questa modifica al file robots.txt non è in sé una garanzia di inclusione nei risultati dei motori di ricerca, ma facilita il processo di scansione da parte dei crawler web.

Sono disponibili ulteriori informazioni sul sito ufficiale dedicato al protocollo Sitemaps: ad esempio, come fare se si hanno più sitemap sullo stesso sito, visto che il limite per ogni file XML è di 50.000 URL (soluzione semplice: si creano più sitemap e si elencano tutte nel file sitemap indice).

Per approfondimenti sulla compilazione del file robots.txt, invece, rimando alla lettura della voce su Wikipedia e al sito www.robotstxt.org.

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CSS Naked Day – anno secondo

Mi rendo conto che è da tanto tempo che non aggiorno questo blog.

Mi sforzo oggi di scrivere poche righe per spiegare il motivo per cui il Ginepraio sembra rimasto completamente senza un tema grafico: oggi, 5 marzo 2007, “si celebra” la seconda giornata mondiale senza i fogli di stile (CSS Naked Day). Se seguite il link, potete rendervi conto come all’iniziativa abbiano aderito centinaia di blog e siti da tutto il mondo.

L’idea, promossa da Dustin Diaz, mira a promuovere l’adozione degli standard web: uso di XHTML (meglio se validato), markup semantico, struttura di navigazione chiara e lineare.

Come l’anno scorso, quindi, questo blog oggi appare nudo, senza la (già scarna) grafica del template.

Se siete passati da queste parti nella giornata di oggi, quindi, mi auguro abbiate potuto vedere con i vostri occhi come una pagina creata attenendosi ai dettami degli standard web possa offrire un’esperienza di navigazione completa, non menomata, nonostante l’assenza dei CSS: insomma, quando si dice “separare il contenuto dalla presentazione“…

Ah, piccola rivelazione: stavo per dimenticarmi dell’iniziativa (beh… di fatto, me ne sono dimenticato). Me ne sono ricordato mentre spulciavo gli accessi quotidiani al sito: mi sono balzate davanti agli occhi le tante visite al Ginepraio da Google e altri motori di ricerca con chiavi di ricerca come “CSS Naked Day” e dintorni.

Per fortuna che già l’anno scorso avevo apportato una piccola modifica a WordPress per automatizzare la “scomparsa” dei fogli di stile per il 5 aprile: se volete, basta seguire le semplici indicazioni offerte da Steve Clay.

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Arriva swfIR (swf Image Replacement)

Si scrive swfIR, ma si pronuncia swiffer, come precisa Jeffrey Zeldman nel post in cui presenta questo nuova tecnica elaborata da suoi collaboratori in Happy Cog che, sfruttando Flash e un pizzico di javascript (meno di 12 kilobyte), consente di elaborare “al volo” le immagini presenti in una pagina HTML, aggiungendo bordi, angoli arrotondati, ombre e inclinazioni.

Sul sito dedicato è possibile scaricare il codice, guardare gli esempi e leggere le semplici istruzioni per implementare subito questa soluzione nei propri siti.
In pratica è sufficiente, dopo aver scaricato swfIR e caricato i file .js e .swf nel proprio spazio web, includere nell’<head> del documento HTML un semplice richiamo al javascript:
<script type="text/javascript" src="swfir.js"></script>
ed aggiungere poi le poche righe di codice necessarie per ottenere gli effetti desiderati. Ad esempio, per ottenere la rotazione di un’immagine bastano queste poche righe:
rotate = new swfir();
rotate.specify('src', '/swfir.swf');
rotate.specify('rotate', '-5');
rotate.swap("img");

La soluzione proposta da swfIR, quindi, consente di aggiungere qualche effetto interessante alle immagini, nel pieno rispetto degli standard web.

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Italia.it

Posso unirmi al coro di quelli che non trovano che www.italia.it, così come si presenta oggi, valga i 45 milioni di euro del bando? D’accordo, è solo l’inizio. Probabilmente vedremo in futuro dei miglioramenti. Io me lo auspico. Non sto a parlare del logo: non mi piace, ma non sono un designer e non mi permetto di avventurarmi in considerazioni pseudo-tecniche.

Due parole sul codice HTML e soprattutto sugli aspetti legati alla SEO, però, permettetemele. Prendiamo la primissima pagina, la splash page con il Barbiere di Siviglia in sottofondo. Credo si potesse pretendere un po’ di più che un semplice:

<title>italia.it</title>

nella sezione <head>. Purtroppo la situazione non cambia nemmeno sulla prima pagina in italiano e in tante altre pagine che ho visitato.

Noto poi che alcuni link, come quelli del menu orizzontale in alto (le sezioni in rilievo, insomma) non sono il massimo per l’utente e per gli spider dei motori di ricerca. Ad esempio (spezzo su tre righe):
http://www.italia.it/wps/portal/!ut/p/kcxml/[88_caratteri]/delta/base64xml/
[36_caratteri]
?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/
Portale+del+Turismo/homepage/Visita+l%27Italia/

Eppure mi pare di ricordare che il sito dovesse avere un occhio di riguardo alla search engine friendliness. Mah…

Aspettiamo la versione definitiva. Perché questa NON è la versione definitiva, vero?

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