SEO nel 2012: cosa cambia?

La SEO (Search Engine Optimization) è davvero morta nel 2012?Da un po’ di settimane cercavo di vincere la pigrizia e ricominciare a far risorgere scrivere su questo blog, provando a mettere per iscritto qualche pensiero su un tema particolare. Forse ce l’ho fatta.

Tema: alla luce degli ultimi cambiamenti negli algoritmi di Google e concorrenti, ha ancora senso parlare di SEO nel 2012? Risposta breve: sì.

Per la risposta articolata, cominciamo con una considerazione.

Tutte le attività che si possono ricondurre sotto la definizione di SEO sono da sempre in costante evoluzione; non potrebbe essere altrimenti, perché le sfide che i SEO si trovano ad affrontare ogni giorno riguardano i navigatori da una parte e i motori di ricerca dall’altra.

Le sfide SEO: i navigatori

Abbiamo visto come il comportamento degli utenti dei motori di ricerca si sia evoluto e modificato di anno in anno: i navigatori non cercano solo siti web, ma anche foto e immagini, indicazioni stradali, recensioni di ristoranti e alberghi, informazioni meteo, e ancora profili di persone sui social network, orari dei voli, programmazione nei cinema ecc. ecc.

Fare SEO, quindi, vuol dire lavorare per ottimizzare la risorsa (non solo il sito) che risponda meglio alle domande specifiche degli utenti.
Ad esempio, per una query tipo [albergo Roma] non basta più ottimizzare il sito dell’albergo: bisogna assicuarsi che siano ottimizzate anche la scheda dell’albergo nei risultati locali o che siano curate anche le recensioni degli utenti.

Le sfide SEO: i motori di ricerca

Dall’altra parte ci sono Google, Bing e gli altri motori di ricerca. Qui la sfida è duplice: bisogna innanzitutto considerare l’attività più o meno aggressiva dei nostri competitor, che ci contendono la visibilità nei primi dieci posti delle ricerche di nostro interesse; inoltre, i motori stessi sono in costante evoluzione: nuovi algoritmi, nuove funzionalità, nuovi modi di presentare i risultati.

Basta osservare l’evoluzione di Google, con tutti i cambiamenti introdotti negli anni, per rendersene conto. Solo nell’ambito dell’integrazione del servizio di ricerca con gli elementi social, sono arrivati (provo a sintetizzarli nell’immagine seguente) la Social Search con i contenuti pubblicati/condivisi dai propri contatti in fondo alle SERP, le modifiche alla Dashboard e ai profili personali, l’inserimento dei risultati in tempo reale (Realtime Search), i bottoni “+1”, fino al rilascio di Google+ e alla recente innovazione con “Google Search plus Your World” (non ancora arrivata in Italia).
The Evolution of Google

A livello di innovazioni “tecnologiche”, tra le tante, abbiamo visto a luglio 2011 la nascita del progetto Schema.org, supportato da Google, Bing e Yahoo, come già successo per le Sitemap XML.

L’adozione dei microformati diventa sempre più importante: ricette, eventi, recensioni, fino alla visualizzazione delle informazioni sugli autori nei risultati di ricerca. Lo screenshot seguente riporta una ricerca effettuata su Google.com in data 11 gennaio 2012 (v. Google Doodle su Nicolas Steno): anche per questo sito, poco frequentato, e per una query a basso traffico, è possibile arricchire la visualizzazione nei risultati su Google, grazie ai microformati.

Microformati - Authorship Markup

Conclusione: la vecchia SEO è morta (un’altra volta), lunga vita alla nuova SEO

Insomma, prevedo che ancora per un po’ sentiremo parlare di SEO: magari non parleremo più di keyword density e doorway page (c’è ancora qualcuno che ne parla, dopo il 2003?), ma non mancheranno di certo piccoli e grandi cambiamenti.

Di certo, l’interesse verso la SEO è ancora in crescita: ne abbiamo le evidenze da uno strumento come Google Insights for Search. Cresceranno ancora le ricerche per [SEO] in Italia? Io dico di sì. E voi?

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In questo sito troverete qualche considerazione su SEO e ottimizzazione dei siti web, adozione degli Standard Web, Web Analytics e altro ancora.

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