Mauro Ginelli

I motori di ricerca del futuro sono tra noi

Con la recente presentazione di Ask3D possiamo dire che tutti i quattro “big” della ricerca hanno intrapreso la strada del rinnovamento, per mostrare ai navigatori risultati sempre più personalizzati e ricchi di contenuti aggiuntivi, quali immagini, video, notizie, mappe, user generated content ecc. Propongo una breve carrellata, rigorosamente in ordine alfabetico, per chi si fosse perso qualche novità negli ultimi tempi.

Ask X e Ask3D

Pochi mesi fa (dicembre 2006), Ask aveva presentato Ask X, quasi come una sorta di esperimento per mostrare come sarebbe stato il motore del futuro.
Ebbene, ai primi di giugno Ask ha ufficialmente presentato la nuova versione, denominata Ask3D (dove 3D sta per le tre dimensioni di ricerca: “query expression, investigating results, and digging deeply into content“, come si può leggere nel blog).

Ask3D – per ora disponibile per i navigatori anglosassoni – si presenta con una homepage rinnovata, in cui si può apprezzare immediatamente la funzionalità di “suggerimento” durante la digitazione della chiave di ricerca (clic sull’immagine a sinistra per vedere uno screenshot). Personalmente, ho apprezzato molto l’impiego di una sola unica immagine per l’homepage ed una per la pagina dei risultati, posizionate poi attraverso un sapiente uso dei fogli di stile (CSS), per comporre il layout delle pagine.

La pagina dei risultati, offerti all’utente grazie al nuovo algoritmo battezzato Morph, risulta divisa in tre colonne (“It’s a three panel interface where each panel represents a different dimension of information related to your search“, si può leggere in un successivo post di approfondimento delle novità introdotte con Ask3D).

Nella prima colonna a sinistra (“control panel”) si trova un pannello di ricerca, con suggerimenti per restringere o modificare la ricerca (con i suggerimenti che cambiano dinamicamente, grazie ad uso di AJAX, mentre si digita). Al centro (“results panel“), i risultati principali della query che è stata eseguita. Nella colonna di destra (“content panel“), invece, vengono proposti altri tipi di risultati, tra cui notizie, blog, immagini e video, voci da Wikipedia, ecc.

Le novità, insomma, si colgono immediatamente: il box di ricerca si sposta nell’angolo in alto a sinistra, mentre gli annunci a pagamento abbandonano la “tradizionale” collocazione nella colonna di destra – dove lasciano spazio a contenuti aggiuntivi per l’utente – e appaiono in basso, dopo i risultati “organici” (o “naturali”). Nel complesso, insomma, una scommessa forte, segno della volontà di voler offrire una esperienza radicalmente nuova ai navigatori, abituati ormai all’interfaccia dei risultati di Google (ricordate gli studi sul Google Golden Triangle?).

Piccola curiosità: fino a non molti giorni fa, cliccando sul logo della pagina iniziale di Ask X, si veniva indirizzati ad una galleria fotografica su Flickr, contenente una serie di rivisitazioni di loghi famosi in salsa web 2.0.

Google Universal Search e Searchmash

Google aveva già presentato un motore di ricerca in stile web 2.0, Searchmash, in cui nella colonna di destra, al posto dei “tradizionali” annunci a pagamento, venivano (e vengono ancora) proposti contenuti aggiuntivi (immagini, blog, video, voci di Wikipedia ecc.).

Circa un mese fa, verso metà maggio, Google ha lanciato una nuova versione del proprio motore, denominata Universal Search: meno “rivoluzionaria” rispetto ad Ask3D, mostra comunque un deciso passo avanti nell’offerta di risultati integrati, grazie ai tanti motori di ricerca “verticali” disponibili in casa (Google Images per la ricerca immagini, Google Maps per le mappe, Google News per le notizie, Google Finance per le informazioni finanziarie; e poi ancora Google Blogsearch, Google Groups, Google Books, Youtube, Google Video e altri ancora). L’intento di Google, quindi, è lo stesso che anima gli altri motori di ricerca in questi tempi: offrire, in un’unica ricerca, tutti i contenuti che un navigatore potrebbe voler visionare (riporto dal blog ufficiale: “With universal search, we’re attempting to break down the walls that traditionally separated our various search properties and integrate the vast amounts of information available into one simple set of search results“).

Mantenendo la consueta suddivisione della pagina dei risultati, con gli annunci sponsorizzati a destra, le scorciatoie per ricerche mirate e complementari sono state posizionate in alto, immediatamente sopra e sotto il box di ricerca.

Due note: così come per Ask3D, purtroppo anche Google Universal Search è attualmente disponibile solo in lingua inglese; così come Ask3D, anche Google ricorre ad una sola immagine per comporre gli aspetti grafici (loghi e paginazione) nella pagina dei risultati.

Microsoft Imagine Live Search

Le novità proposte da Microsof per il motore Live Search sono visibili all’indirizzo http://search.imagine-live.com/: anche in questo caso la colonna di destra è stata deputata all’offerta di contenuti aggiuntivi, quali immagini, mappe, notizie e suggerimenti per ricerche correlate, come già visto per Google. Tra tutti i motori qui presentati, forse è quello più conservativo, in cui le modifiche (che ci sono e si vedono) si avvertono in misura minore.

Yahoo Alpha

Il motore “del futuro” di casa Yahoo! si chiama alpha, ed è stato presentato – se non sbaglio – attorno ai primi di aprile di quest’anno. Le intenzioni degli sviluppatori, anche in questo caso, appaiono chiare già nel post di presentazione sul blog: “With this beta, we have introduced personalisation elements that not only allow users to customise their view, but also to add their favourite search service“.

Gli elementi di personalizzazione proposti da Yahoo! risiedono innanzitutto nella possibilità di modificare i risultati “su misura”, aggiungendo, togliendo o spostando elementi tra la colonna centrale e quella di destra, dove inizialmente trovano spazio le foto di Flickr, le risposte di Yahoo! Answers, le notizie di Yahoo! News Search, ma anche voci di Wikipedia e video di Youtube (che, ricordo, è il popolare sito di video sharing di proprietà di Google). Vale la pena notare, come per il nuovo Ask, la minore importanza apparentemente attribuita agli annunci sponsorizzati: oltre a non essere immediatamente visibili (tutti i contenuti della colonna di destra sono nascosti di default e serve un clic per aprire ciascun blocco a tendina), è possibile disabilitarne la visione grazie alla procedura di personalizzazione appena vista, raggiungibile dal link “customize this page” in alto a destra – v. immagine seguente:

Altre interessanti funzionalità introdotte riguardano la possibilità di aggiungere fonti di ricerca personalizzate e soprattutto di condividere le proprie impostazioni personalizzate con gli altri utenti (v. immagine seguente):

Test finale: cinque motori di ricerca a confronto

Tanto per vedere con i propri occhio cosa aspettarci nel prossimo futuro nel campo della ricerca sul web, ecco i link ai quattro motori appena presentati, interrogati per la medesima keyphrase, scelta con poca fantasia (web 2.0):

Di tutte le soluzioni proposte, la mia preferenza va senza ombra di dubbio al nuovo Ask, molto innovativo eppure di facile utilizzo, sia per l’utente alle prime armi sia per l’utente più smaliziato nell’uso dei motori di ricerca, grazie alle tante opzioni disponibili e alle scelte effettuate in fase di progettazione dell’interfaccia. Riuscirà a scalfire il primato apparentemente indiscutibile di Google nel mercato delle ricerche in Internet?

Ma soprattutto: alla luce di tutte queste novità, appare chiaro che chi opera nel mondo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) dovrà operare con logiche molto differenti dal passato. Avete mai letto o sentito parlare di social media optimization?

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