Mauro Ginelli

Usabilità

Stamattina, ore 8.35. Fuori fa freddo. Anche in casa fa freddo. Soprattutto perché la caldaia è in blocco. Urge chiamare il servizio di assistenza.

Voce femminile (Vf): “Buongiorno, assistenza tecnica marca-caldaia-che-ha-il-Gine”
Gine (G): “Buongiorno, stamattina mi sono alzato con la caldaia in blocco per la pressione bassa, ma anche aprendo il rubinetto per caricare acqua, la pressione non sale e sembra proprio che non entri acqua nell’impianto.”
Vf: “Lei quale rubinetto ha aperto?”
G: “Quello nero, come indicato nel libretto di istruzioni.”
Vf: “In questo momento si trova vicino alla caldaia?”
G: “Sì.”
Vf: “Si avvicini e abbassi la testa”
Detto così, sembra che stia per chiedermi di implorare perdono alla caldaia; comunque capisco benissimo di dover guardare sotto: “Ok”. Urca! C’è un altro rubinetto identico nella forma e nel colore, ma non nelle dimensioni. Ho già capito:
“Mi lasci indovinare. Dovevo aprire questo rubinetto nascosto, non quello in bella evidenza”.
Vf: “Sì, infatti. È un errore che fanno tutti, càpita. Quello che vede è il parzializzatore, per gestire i flussi bla bla bla”.
G: “Va beh, grazie. Già la pressione sta tornando a livelli normali e l’acqua inizia a scaldarsi. Grazie, buona giornata.”

Caro signor progettista di caldaie: ma perché hai pensato di mettere in evidenza il rubinetto che serve agli installatori (che dovrebbero usarlo insomma non più di una volta all’anno) e nascondere quello che serve all’utente finale (che è a contatto con la caldaia per 365 giorni all’anno)? E perché sul libretto di istruzioni c’è l’immagine del rubinetto, ma non si dice di non confonderlo con il rubinetto – identico – ben in vista?

Vorrà dire che quando cambierò la caldaia, oltre ai consumi e alla silenziosità, starò attento alla sua usabilità.

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